Samuele Benassi, deputato al Parlamento Regionale degli Studenti e componente della Commissione Scuola, interviene sulla proposta del Blocco Studentesco. "L'iniziativa…
Verona, 20 febbraio – Mani alzate e tesserini alla mano chiedevano di entrare al Polo Zanotto dell’Università di Verona dove il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, teneva la sua lectio magistralis in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, ma sono stati bloccati e caricati dalle forze dell’ordine i militanti del Blocco studentesco, l’organizzazione studentesca di CasaPound Italia che oggi era in piazza nella città scaligera per un corteo con sit in regolarmente autorizzato.
«I circa 200 studenti, che hanno sfilato senza incidenti da piazza Pradaval al Polo Zanotto per manifestare contro un governo di ‘baroni’ al servizio di banche e poteri forti, avrebbero voluto pacificamente esprimere il loro dissenso rispetto a chi, come Profumo e l’intero governo Monti, vorrebbe che nelle università italiane si affermasse una logica di liberismo sfrenato ispirata al modello anglosassone, con atenei di serie 'a' privati o dai costi proibitivi e atenei di serie 'b', incapaci di garantire un'istruzione di qualità e destinate agli 'sfigati' – spiega il responsabile nazionale del Blocco Studentesco Università, Davide Di Stefano – Purtroppo non è stato possibile, perché le forze dell’ordine, nonostante avessimo chiesto di entrare da semplici studenti universitari, senza bandiere e con i nostri tesserini alla mano, ce lo hanno impedito a colpi di manganellate e con un’azione repressiva del tutto fuori misura».
«Dalla piazza dell’università comunque noi non ci muoviamo – aggiunge il responsabile per il Veneto del Blocco Studentesco, Alessandro Gandini – Siamo qui per ricordare a questo governo non eletto da nessuno e voluto dalla speculazione finanziaria, che in Italia c'è chi non è disposto a rinunciare alla propria sovranità nazionale per 'rassicurare i mercati', cedere al ricatto delle agenzie di rating e rispondere alle imposizioni della Bce. Alla favola del governo dei 'bravi professori disinteressati' e dei sacrifici 'medicina amara ma necessaria' non ci crediamo. L'università non deve essere un privilegio, ma pubblica, di qualità e accessibile a tutti, e battersi per questo per noi è un dovere».
Verona 16 febbraio - “Il 20 febbraio saremo in piazza a Verona per manifestare contro questo governo composto da 'baroni' e al servizio di banche e poteri forti, per ribadire al ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, che l'Italia non è in vendita e che l'università non deve essere un privilegio, ma pubblica, di qualità e accessibile a tutti”. Lo annuncia in una nota il responsabile per il Veneto del Blocco Studentesco, Alessandro Gandini. “L'appuntamento per il corteo è in piazza Pradaval per le ore 8 – aggiunge Gandini – e si concluderà al Polo Zanotto dell'università di Verona, dove il ministro Profumo terrà la sua “lectio magistralis” in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico”.
“Sarà l'occasione per ricordare a questo governo non eletto da nessuno e voluto dalla speculazione finanziaria, che in Italia c'è chi non è disposto a rinunciare alla propria sovranità nazionale per 'rassicurare i mercati', cedere al ricatto delle agenzie di rating e rispondere alle imposizioni della Bce – spiega il responsabile nazionale del Blocco Studentesco Università, Davide Di Stefano -. Alla favola del governo dei 'bravi professori disinteressati' e dei sacrifici 'medicina amara ma necessaria' non ci crediamo. Non possiamo crederci quando ad essere attaccati sono il mondo del lavoro, le pensioni e il principio stesso dello stato sociale, mentre viene concessa copertura finanziaria illimitata per le banche e vengono regalati 2,5 mld di euro a Morgan Stanley. Non possiamo crederci quando i ministri di un governo esaltano la precarietà del lavoro ma assicurano ai propri figli posti fissi e ben remunerati”.
“Anche per gli atenei – prosegue l'esponente del Blocco Studentesco – non permetteremo che ad affermarsi sia una logica di liberismo sfrenato e ispirata al modello anglosassone, con università di serie 'a' private o dai costi proibitivi, con studenti costretti ad indebitarsi per una vita magari con un bel prestito d'onore concesso da Unicredit, e università di serie 'b', 'circoli ricreativi di secondo livello' incapaci di garantire un'istruzione di qualità e destinate agli 'sfigati'”. “Il disegno politico è chiaro – conclude Di Stefano -. e il popolo italiano così come quello greco lo sta vivendo sulla propria pelle: fare dell'Europa una colonia dei mercati. Opporsi a tutto questo per noi è semplicemente un dovere”.
31 gennaio – Striscioni con le frasi del filosofo Giovanni Gentile sono stati affissi nella notte davanti ad alcune scuole sparse in tutta la regione. A rivendicare l’azione il Blocco Studentesco, che afferma: «Vogliamo far passare il pensiero di uno dei pilastri della cultura italiana, un filosofo e pedagogista del secolo scorso che considerava la cultura base necessaria per la vita, al di fuori di ogni ideologia politica.
Viviamo in una società dove la storia raccontata dai libri di scuola viene distorta, dove il pensiero viene imposto da un ‘regime democratico’, dove i grandi filosofi aderenti, sostenitori o ideatori del fascismo vengono scartati, nascosti, censurati, ammutoliti».
Samuele Benassi, deputato al Parlamento Regionale degli Studenti e componente della Commissione Scuola, interviene sulla proposta del Blocco Studentesco. "L'iniziativa promossa dal Blocco Studentesco è meritevole di attenzione, la Commissione Scuola valuterà la fattibilità della proposta". "In un periodo nel quale è sempre più difficile per gli istituti far fronte alle continue ristrettezze finanziarie, una proposta volta ad un più maturo utilizzo delle risorse a disposizione in funzione del miglioramento dell'offerta formativa è senza dubbio interessante." – continua Benassi – "Una volta definite le modalità e le tempistiche, presenteremo la proposta al Parlamento Regionale degli Studenti, perchè la promuova direttamente al Consiglio Regionale".
Nella notte scorsa il Blocco Studentesco ha messo in atto un'azione dimostrativa rivolta alle istituzioni scolastiche ed al Consiglio Regionale della Toscana. Sono stati effettuati bliz notturni in una trentina di scuole toscane ed affissi striscioni recanti lo slogan "OPEN SOURCE: PRETENDILI DELLA TUA SCUOLA!". Affissi striscioni anche alla sede del Consiglio Regionale, con su scritto: "OPEN SOURCE IN OGNI SCUOLA!". Il direttivo toscano del Blocco Studentesco commenta così l'iniziativa: "Uno dei maggiori ritardi che la scuola italiana ha maturato rispetto ai moderni sistemi di insegnamento è quello relativo all'informatizzazione professionale degli studenti. Le istituzioni latitano di fronte al progressivo invecchiamento della scuola, e non soltanto sotto il profilo architettonico. Mancano prospettive concrete per restituirle qualità e spirito meritocratico. Per questo abbiamo deciso di stimolare una discussione intorno ai programmi open source, ed invitare la Regione Toscana a farli adottare in tutte le scuole, sia per l'insegnamento che per l'amministrazione degli istituti". "Mercoledì 18 Gennaio" – prosegue la nota - "si riunirà il Parlamento Regionale degli Studenti, vera e propria istituzione deputata alla cura degli interessi degli studenti toscani. Chiediamo un interessamento sulla questione, chiediamo il sostegno ad una proposta che potrebbe non soltanto rappresentare un primo passo verso la modernizzazione del nostro sistema scolastico, ma anche liberare fondi utili all'ampliamento dell'offerta formativa".