Milano, 27 apr – Al liceo Severi-Correnti di Milano invitati i vertici dell’Anpi il giorno dell’anniversario della morte di Sergio Ramelli. Nella stessa scuola dove chi ricorda l’eccidio delle Foibe viene sospeso, l’antifascimo sfila senza ritegno con le mani sporche di sangue. 

“Quanto andrà in scena questa settimana rappresenta un episodio grave, che dimostra ancora una volta il doppio standard ideologico presente in molte scuole italiane – si legge in una nota del movimento del fulmine cerchiato – dove da una parte si punisce uno studente per aver ricordato una pagina drammatica della nostra storia nazionale, dall’altra si promuovono iniziative dalla chiara matrice ideologica”. 

“In un istituto scolastico dove un ragazzo, poche settimane fa, è stato colpito da un grave provvedimento disciplinare per aver commemorato gli italiani vittime di persecuzioni nella Jugoslavia di Tito – prosegue il comunicato – l’organizzazione di una serie di conferenze sulla resistenza e sull’antifascismo, che vedranno la presenza dei vertici dell’ANPI milanese, non può che evidenziare un’evidente presa di posizione da parte dell’istituto e del suo personale dirigente, chiaramente indirizzata all’indottrinamento degli studenti”

“Ciò che lascia esterrefatti – prosegue la nota – non è soltanto l’ennesima conferenza inutile, figlia di un’ideologia di sinistra che vede nelle scuole un luogo di propaganda politica e negli studenti delle vittime da sacrificare sull’altare dell’antifascismo, bensì l’evidente provocazione nell’organizzare tali conferenze in un giorno, il 29 aprile, anniversario della morte di Sergio Ramelli, studente liceale ucciso 51 anni fa a colpi di chiavi inglese, la cui unica colpa era quella di aver scritto un tema a scuola contro le Brigate Rosse”. 

“Fa male constatare come, dopo più di cinquant’anni, poco sia cambiato: le scuole rimangono luoghi di propaganda ideologica e gli studenti non allineati vengono attaccati da un sistema che non accetta il confronto, ieri con le chiavi inglesi, oggi con provvedimenti disciplinari privi di fondamento”. 

“Non ci fermeremo dinnanzi a qualsiasi forma di proselitismo e violenza – conclude la nota – e proseguiremo la nostra battaglia, nelle scuole come nelle strade, fintanto che gli istituti scolastici continueranno ad essere strumento, per una certa area politica, di propaganda unilaterale. 
Sergio Ramelli, i Martiri delle Foibe e ogni altra vittima dell’antifascismo militante meritano di essere ricordati, con sacro rispetto.”

Blocco Studentesco Milano