Venerdì 20 febbraio scenderemo in campo con blitz nelle principali città italiane in risposta all’assassinio di Quentin a Lione. Un’aggressione organizzata da un gruppo di antifascisti che lo ha circondato e colpito fino a provocarne la morte.
La dinamica, documentata da video diffusi sui media, è chiara: un giovane militante circondato da un gruppo di venti persone, picchiato selvaggiamente e poi lasciato a terra privo di sensi. Quentin si era fatto avanti per proteggere alcune attiviste che contestavano la presenza di Rima Hassan, eurodeputata de La France Insoumise, nella facoltà di scienze politiche.
L’“antifascismo militante”, legittimato da una parte della stampa e coperto politicamente, produce odio e violenza. Non è una deviazione ma la conseguenza diretta di anni di delegittimazione dell’avversario politico, trasformato in bersaglio morale prima ancora che fisico. La retorica degli “opposti estremismi” serve solo ad evitare il punto e nascondere questa responsabilità.
La nostra posizione è netta: gli studenti nazionalisti d’Europa devono stringersi come un corpo unico e lanciare un messaggio chiaro. Il diritto di esistere politicamente e di fare militanza senza intimidazioni non è una concessione: è una conquista che va riaffermata costantemente.
Luoghi e orari dei blitz saranno comunicati nei prossimi giorni. Tutti gli studenti con identità e coscienza politica sono chiamati a partecipare. Non arretriamo. Non negoziamo la nostra presenza. La nostra generazione prevarrà.
Blocco Studentesco




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