Milano, 30 mar – Succede al Liceo Severi-Correnti di Milano, dove un rappresentante regolarmente eletto è stato sospeso per tre giorni dopo aver ricordato l’eccidio dell Foibe durante il 10 febbraio scorso. Il sistema scolastico italiano, intriso di quello spirito antifascista che da anni cerchiamo di combattere, mostra ancora il proprio reale volto.
Le scuole milanesi sotto schiaffo dell’antifascismo
Se da un lato uno studente di 18 anni, reo di aver onorato la memoria dei martiri delle foibe all’interno del proprio istituto scolastico con dei cartelloni e uno striscione, è stato minacciato dal corpo docente e sospeso per tre giorni, dall’altro lato al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci va in scena, durante la cogestione organizzata dai collettivi studenteschi, un’imbarazzante conferenza con ospite Ilaria Salis, europarlamentare indagata per diverse aggressioni di gruppo in giro per l’Europa ai danni di cittadini, spesso indifesi, colpevoli di manifestare idee politiche a lei avverse. Ciò che stupisce non è tanto la vicinanza ideologica di alcuni ambienti scolastici alle idee di cui l’Hammerbande e la Salis si fanno portatori ma il doppiopesismo delle istituzioni che, se da un lato portano all’interno degli ambienti scolastici esponenti di organizzazioni criminali legittimando le loro azioni violente, allo stesso tempo estromettono chi si fa portatore del ricordo, dovuto per legge, di decine di migliaia di italiani uccisi.
Il ricordo non sarà mai improprio
Le motivazione assunte per giustificare il provvedimento disciplinare, quali l’utilizzo “improprio” del nome della scuola all’interno della pagina Instagram della lista studentesca cui lo studente appartiene, l’oscuramento dei volti nelle foto pubblicate sui social o l’affissione di ‘manifesti non autorizzati’ risultano fuori luogo e ridicole e gettano ombra sull’intero sistema scolastico italiano, il quale sembra essere intenzionato a censurare e punire chi commemora i propri connazionali morti, delegittimando il loro ricordo, istituzionalizzando invece la violenza come mezzo politico e santificando i suoi esponenti. Ciò che ci auguriamo non è soltanto un intervento del Ministero che chiarisca se davvero sia da punire, piuttosto che lodare, chi ricorda i martiri delle foibe, ma è un totale cambio di paradigma all’interno del sistema scolastico italiano, impregnato di un’ideologia antifascista e anti italiana che da ormai troppo tempo infama e ostacola il ricordo dei nostri compatrioti uccisi e seviziati soltanto in quanto italiani.
Blocco Studentesco Milano




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